Benvenuta/o! - Parrocchia San Giusto, Porcari

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San Giusto

Vescovo - Patrono di Porcari

Nato da famiglia cristiana nella seconda metà del V secolo d.C. nella parte di terra africana che si affaccia sul mare Mediterraneo, Giusto - molto probabilmente già vescovo - in seguito alle persecuzioni dei vandali che ridussero la Chiesa locale nel caos più spaventoso, rifugiò in Italia insieme al fratello Clemente e all'amico Ottaviano.

Erano gli anni 536-537.
I tre approdarono sul litorale di Populonia, che le carte nautiche indicavano come il tragitto più breve e sicuro tra l'Africa e la Toscana. La Provvidenza li guidò in mare non meno che sulla terra ferma, dove vissero inizialmente come missionari itineranti ospiti nelle famiglie che potevano accoglierli.
In seguito, Giusto, Clemente e Ottaviano, giunsero a Volterra percorrendo una antica strada che ancor oggi conserva diverse singolari memorie del loro passaggio. Tra queste il "Masso San Giusto", vicino a Pomarance (PI), dove il santo si sarebbe riposato ed avrebbe pregato.
In quegli anni Volterra stava attraversando un periodo di forte abbandono, materiale e spirituale.
Da circa 40 anni era senza vescovo e su tutta la comunità cristiana soffiava il vento dell'eresia. Molti pagani stavano addirittura tentando di far rinascere i loro riti.
Per i tre Santi furono quelli anni intensi di predicazione, preghiere e digiuni, fino a divenire nuovi evangelizzatori di una Chiesa che vantava origini molto antiche.
A Volterra San Giusto - pur senza nomina del Papa - operò come vescovo mandato da Dio, segnando per sempre la vita religiosa e civile di quella città.
Fu difensore e liberatore di Volterra durante la guerra gotica.
Quando Totila si trovò nella necessità strategica di conquistare la città, nella mente di San Giusto cominciò a risuonare la parola di Dio che comanda: "Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare" (Proverbi, 25,21).
Dopo aver lungamente pensato e pregato, il Santo vescovo completò il suo progetto: tutto il pane della città fu raccolto in grandi ceste, calate ai piedi delle mura.
Quando il mattino seguente i Goti si accostarono alla città per riprendere l'assedio, rimasero sorpresi tanto dell'assenza degli arcieri che del profumato pane. Impauriti e sconvolti non rispettarono più gli ordini di assedio e si dettero alla fuga.
Quella liberazione resterà il capolavoro di San Giusto: chi si fa guidare solo dalla fede in Dio, da Dio viene premiato!
I santi fratelli Clemente e Giusto vissero insieme fino al 5 giugno dell'anno 556, quell'anno lunedì di Pentecoste, quando insieme morirono.
Il giorno della commemorazione e della Festa di San Giusto, più che al 5 giugno, restò legato a quello solenne del lunedì di Pentecoste, provvedendo i pellegrini a diffonderne ovunque memoria e culto.
In Toscana, si contano tutt'oggi 78 Chiese dedicate a San Giusto e 22 dedicate ai SS. Giusto e Clemente.
Il documento più antico che attesta a Porcari una Chiesa dedicata a San Giusto risale al 12 aprile 1039.

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