Missioni
Da Gaza a Betlemme passando per BetJala.
E’ questo l’itinerario che Gesù Bambino ha iniziato a fare in questi giorni.
E’ già nato a Gaza domenica scorsa quando siamo andati con il Patriarca a celebrare il Natale nella piccolissima comunità cristiana guidata da Padre George per il quale voglio spendere una parola: il suo essere giovane di età e di spirito ha ridato vita alla nostra gente.
E la sua presenza insieme a quella di abuna Elias e delle suore del Verbo Incarnato (tra cui Suor Aigna=Regina , che era prima dai nostri bambini…) e’ così preziosa che dobbiamo sostenerla in tutti i modi. E approfitto per ringraziare chi via via ha mandato qualche piccolo aiuto per la parrocchia di Gaza.
Non e’ facile vivere nell’inferno di Gaza e tantomeno viverci in questo momento, da assoluta minoranza, quasi insignificante ma nello stesso tempo profondamente coinvolta nelle vicende disumane di questo posto dimenticato da tanti! Non da tutti: eravamo in 12, una piccola delegazione ma una bella delegazione.
Il tentativo che facciamo e’ sempre lo stesso: portare un po’ di speranza e di consolazione, di affetto e di vicinanza a chi si sente giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno sempre più abbandonato.
Nonostante tutto, domenica abbiamo fatto una bella festa. Le cresime di 7 ragazzi e le prime comunioni di 3 hanno dato gioia e coraggio alla comunità. Le parole e la presenza del Patriarca hanno permesso a molti di sentirsi ancora dentro una famiglia più grande che, nell’Amore di Gesù bambino, il Cristo, riesce a superare ogni muro di divisione.
E’ sempre commovente l’abbraccio iniziale e finale con questa meravigliosa gente che ti accoglie calorosamente e ti saluta ancora più calorosamente. Quanti abbracci e quanti baci…
Aspettando la santa notte di Betlemme, domani attenderemo che Gesù Bambino nasca anche sotto i nostri ulivi a BetJala.
La situazione non e’ cambiata anche se c’e’ stato un fatto positivo: le Suore Salesiane si sono unite alla causa che e’ stata intentata contro la costruzione del muro con la speranza di far passare il muro oltre il loro convento e sembra che ci si riesca … ora mancherebbero i Salesiani, la parte maschile. Se anche loro si unissero alle famiglie che si sono rivolte alla Corte Suprema d’Israele si potrebbe sperare ancora di più, dato che non esisono motivi di sicurezza e la proprietà delle terre e’ sempre stata cristiana, ma per il momento da parte dei salesiani e’stata scelta la via del silenzio che speriamo non voglia dire: noi vogliamo andare dall’altra parte …
Questo silenzio però ci fa male, fa molto male ai nostri cristiani ed allora domani domanderemo a Gesù Bambino un regalo: che i Salesiani si uniscano alla nostra preghiera e alle sofferenze delle nostre famiglie perché ne siamo certi, solo in questo modo il Signore ascolterà.
Lui che ha scelto di nascere nelle grotte degli umili, invece che nei palazzi dei potenti, lui che ha scelto di stare dalla parte degli ultimi e dei più piccoli invece che dalla parte dei forti e dei grandi ci deve insegnare che non abbiamo altra scelta: nascere con lui sotto i nostri ulivi e confidare in Dio padre che mai abbandona i suoi figli prediletti!!!
Abuna Mario Cornioli
Betlemme, 23 dicembre 2011