Nuovo e antico
Tante volte ho sentito ripetere: il canto è preghiera, il canto fa pregare due volte (qualche volta però fa annoiare o dà anche fastidio!).
Raramente però si sente dire che il canto fa diventare Chiesa e la manifesta.
E cioè: il canto nella liturgia è importante non solo per motivi mistici, estetici o folcloristici, ma perché concorre a perseguire la finalità della celebrazione liturgica, che è quella di edificare la Chiesa nell'abbraccio di Dio che comunica la sua vita per mezzo dello Spirito Santo.
Purtroppo invece il canto liturgico, persino dai suoi stessi animatori, mai è stato considerato dal punto di vista ecclesiale e pastorale, ossia in funzione della Chiesa da edificare nel momento del suo raduno più caratteristico che è l'assemblea domenicale.
D'accordo: la musica e il canto possono e devono servire a innalzare lo spirito, a pregare, a solennizzare alcuni eventi o ricorrenze. Ma possono e devono soprattutto servire a fare Chiesa e a mostrare che si è Chiesa, ossia delle persone che vivono in armonia e in comunione profonda gli uni con gli altri.
Occorre dunque guardare al canto nella liturgia non solo con la sensibilità del musicista. Serve anche la sensibilità di chi la sua competenza e il suo talento vuole metterli a servizio della Chiesa da edificare, unire i presenti e farli diventare un cuor solo e un'anima sola.
Cantare questo o quello, cantare in un modo o nell'altro, far cantare l'assemblea o il coro o dei gruppi solisti, non è indifferente né per la celebrazione liturgica, né per l'immagine di Chiesa.
Il risultato non si equivale.
Nè ci si può accontentare di quello che si fa.
Se la liturgia deve diventare azione di tutto il popolo di Dio, ad ogni cristiano occorre dare la possibilità di rendersi protagonista di quello che fa.
Per cantare bene in Chiesa, serve in tutti un sussulto di carattere liturgico e ecclesiale piuttosto che di gusto musicale!
Occorre convertirsi a riconsiderare il canto
nelle celebrazioni liturgiche
con la dignità e l'effecacia degli altri riti,
finalizzato a servire l'azione di Dio per il suo popolo
e a mostrarne l'efficacia