
Dalla testa ai piedi sta racchiusa tutta la creatura umana, la cosa più bella che emozionò Dio appena dopo averla creata.
Dalla testa ai piedi sta racchiuso anche il percorso della Quaresima: cenere sulla testa il mercoledì che la inaugura e acqua sui piedi la sera del Giovedì Santo.
Il Vangelo, insieme alla cenere e all'acqua, propone anche l'immagine del deserto, luogo di sopravvivenza e d'audacia: il beduino non porta l'
iPod nelle orecchie, il mascara sotto gli occhi o la crema abbronzante!
Non occorre andare lontani per trovare il deserto, ognuno ha il suo: il deserto della malinconia e della tristezza, quello della crisi che avanza impietosa, il deserto di tante domande e di poche risposte.
Se la Quaresima invita ad entrarci dentro, è perché in ogni deserto c'è un pozzo: la voglia d'essere puliti, d'essere se stessi, abbandonare mille immagini costruite, tornare semplici al punto da stupire il mondo.
"Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai", viene detto mentre la cenere è posta sul capo. Davvero nulla siamo: basta un'inflazione a Wall Street e manca il pane, due linee di febbre e manca la salute, un legame spezzato e scompare la gioia.
Siamo polvere, ma anche il Suo capolavoro più bello. Per questo, ogni anno, l'Artista ci richiama nel laboratorio del deserto per un trattamento che mantenga e ringiovanisca il nostro splendore.
Un pizzico di cenere e un pugno d'acqua: semplice, vero? Si potrebbe dire che Dio conosce il segreto della nonna, che proprio così sapeva rimettere a nuovo i panni sporchi.
Che bello: nessuno dei due usa la lavatrice!
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